Ricchi premi e cotillons 

 

 

“Ricco montepremi composto da regali di valore, prodotti tecnici, trofei, coppe e ricchissimi premi a sorteggio. Saranno premiati i primi tre assoluti ed i primi cinque di ogni categoria nonché le prime dieci società meglio classificate e con il maggior numero di iscritti”.

Suona così, più o meno, l’altisonante classica frase che troviamo praticamente su tutti i volantini di presentazione delle granfondo.

Giriamo e rigiriamo il volantino fra le mani, esaminiamo minuziosamente il percorso e le altimetrie, prendiamo le misure e le confrontiamo con le nostre capacità.

St’anno vado proprio forte”, consideriamo, “quanti potranno èsse della categoria mia? Boh! Ma se riesco a piazzàmme fra i primi cinque, a parte la soddisfazione, me porto a casa pure un bel premio”.

Certo però che ciò che ci convince a partecipare non è solo il miraggio dei premi; c’è il viaggio, l’incontro e lo scambio di opinioni con realtà diverse dalla nostra, la possibilità di misurarsi al di fuori della nostra consueta cerchia, la conoscenza di percorsi e paesaggi inconsueti, una particolare salita da aggiungere al nostro personale “carnet”, insomma tutta una serie di cose che hanno fatto e continuano a fare il successo di queste manifestazioni.

Poi c’è la necessità di finalizzare in qualche modo gli sforzi che facciamo il sabato, la domenica e le feste comandate, sennò tutto rimane fine a se stesso.

Cerchiamo quindi qualche compagno d’avventura e procediamo alle iscrizioni; costo medio circa 20 € che sono pur sempre quasi 40.000 vecchie lire. Avete notato che impressione fa vedere scritto 40.000 insieme a 20? La mia personale sensazione è che 40.000 sia nettamente superiore a 20; d’altra parte ce l’hanno insegnato fin da bambini che è così e quindi il nostro cervello è abituato a ragionare in questo modo. Poi, ad un certo momento ci hanno convinti che 20 € e 40.000 £ fossero la stessa cosa,  ma malgrado tutto noi ancora non ce ne rendiamo conto. E così che quotidianamente ci fregano, anche alle granfondo!

Certo ci sono da considerare i costi organizzativi: le ambulanze, il servizio tecnico, il carro scopa, le forze dell’ordine ed il presidio delle strade e degli incroci fornito dalla protezione civile, i ristori, e, importantissimo, il ricco montepremi composto da regali di valore ecc. ecc. ecc .

Arriva il giorno fatidico, ci presentiamo alla punzonatura e ritiriamo il pacco gara. Quando si dice pacco tu pensi ad un grosso scatolone avvolto in carta marroncina, il tutto fermato e legato con lo spago e con un sigillo di piombo, invece trattasi di un bustone enorme che rivelerà, una volta aperto, se va bene: n° 1 bustina di sali, n° 1 borraccia per detta, n° 1 bustina di olio riscaldante, due “depliants” pubblicitari di una nota marca di integratori, n° 2 numeri da applicare su maglia e bici, n° 2  laccetti per detti più quattro spille da balia. “Ammazza, tutto qua?”, lamenti un po’ in sordina. Qualcuno dell’organizzazione ti sente ed osserva: “Si, però quest’anno abbiamo messo in palio dei premi bellissimi”. E tu: “Ah beh! Allora!”

Ore otto e trenta. Pronti, partenza e via. Dàje!, Attento de quà, guarda de là. Anvédi ‘sto fesso! M’ha tajato la strada. Acchiappa ‘sto gruppo. Spìgni de più. Porca miseria com’è ripida ‘sta salita. Chi arriva ultimo paga da beve! Ammazza come me gira stamattina la gamba!

Insomma, come Dio vuole, un po’ per capacità, un po’ per preparazione un po’ per fortuna, alla fine capita che arrivi nella rosa dei cinque; diciamo per esempio terzo, tanto per parlare di un caso personale.

Premiazioni di rito; pregusti la chiamata sul palco e non vedi l’ora di salire per ritirare ciò che meriti.

Finalmente! L’organizzatore che sorride e ti tende la mano, il lampo di un flash e t’allungano una busta con la scritta: Granfondo tal dei tali, categoria X, terzo classificato. Porca miseria! Non è grandissima la busta, ma se dentro ci fosse un trofeo o una targa, diciamo, d’argento… . Il peso combacia.

Ritorni al posto, dai una guardata furtiva dentro e scopri che il ricco premio è composto da: n° 1 bottiglia d’olio extra vergine d’oliva, di frantoio, n° 1 bottiglia di vino spagnolo, nacchere escluse.

Ma scusate”, vorresti chiedere, “e questi sarebbero i ricchi premi? E al quinto che je tòcca?”. Ma nel momento in cui formuli mentalmente la domanda ti viene automatica la risposta. E’ vero, i ricchi premi c’erano ma se li sono “pappati” tutti quelli della lista rossa, ex professionisti , dilettanti, gente forte insomma, della stazza di quel certo XYZ che ritrovi a tutte le granfondo più famose. Ma sì, avete capito, quello che radiato come professionista ed interdetto anche a partecipare alle nostre granfondo perché si portava al seguito la moglie con la macchina imbottita di “camomilla”, trova comunque modo di imbucarsi e vincere. Quello che alla domanda: “Perché continui a prendere la “camomilla” ed a partecipare a questo tipo di manifestazioni?”, ha risposto. “Perché ho moglie, figli e non so fare nient’altro”.

Però, sentite, capisco bene, ma è proprio una vergogna. Si sono appropriati anche di quanto di più bello e simpatico eravamo riusciti ad organizzare per il nostro piacere e ci hanno ridotto al ruolo di contorno coreografico e di finanziatori. E gli organizzatori gongolano perché uno o più XYZ danno smalto alla loro creatura e continuano ad incentivarne la partecipazione riservando loro i premi migliori.

Eppure continueremo a partecipare in massa, magari in attesa che la Federazione e gli altri Enti trovino un accordo risolutore.

Nel frattempo, Signori Organizzatori, permettetemi almeno un suggerimento che comporterebbe per voi un costo ulteriore irrisorio e nulla toglierebbe ai vostri beniamini della “lista rossa”: insieme alla bottiglia d’olio ed al vino, la prossima volta nella busta, in mezzo ai ricchi premi, metteteci anche un contagocce!

 

P.S.: m’arriva ora risposta al suggerimento che ho portato ai Signori Organizzatori. Riporto testualmente: Ci spiace doverLe segnalare che il contagocce era il premio riservato già al quinto di categoria. Distinti saluti.

 

 

                                                                                              Lo Scozzese