Ciclobolario (appendice n° 1) 

 

Batteccone sm, ciclista dotato di particolare conformazione fisica caratterizzata da notevole elevazione del segmento che va dal perineo al capo (dal sedere alla testa, insomma). Sempre ben visibile e svettante all’interno del gruppo, generalmente si porta dietro un nugolo di succhiaròte (vedi) a causa della notevole massa d’aria spostata ed il conseguente “paradiso” creato dietro la sua figura. Alle spalle d’un battecone i succhiaròte chiacchierano amabilmente, scherzano, ridono, canticchiano, vanno senza mani, anche alle più elevate andature.

 

Bomba sm, palla di ferro riempita di polvere pirica ed altre materie esplodenti, che lanciata a mano o con un mortaio, scoppia mediante una miccia od un dispositivo ad orologeria.

Per similitudine, nel linguaggio ciclistico, rappresenta la borraccia riempita di materiali assimilabili alla polvere pirica, che hanno la caratteristica di deflagrare all’interno dell’apparato cardiocircolatorio provocando un vorticoso roteare delle appendici motorie del ciclista. Una sorta di rinculo post-scoppio. Praticamente mai impiegata dai più che, in sua vece, a detta loro, preferiscono sempre il thè, “solo con poco poco miele”. 

 

Buciardélla sm, nome comune col quale viene definito popolarmente il Mentitor spudoratus, specie appartenente al gruppo degli Agonisti. Fino a qualche anno fa a rischio di estinzione, ha subito un notevole incremento numerico grazie anche alla diffusione dell’uso della bicicletta. Si caratterizza per possedere un enorme bagaglio di spettacolari imprese. Il buciardèlla  è sempre primo al traguardo e, se non lo è, lo si deve sempre a cause fortuite riferibili a difetti del mezzo o a terzi: un pedale che si sgancia, un addetto che suona la campana dell’ultimo giro quando non ce lo si aspetta o qualcuno che si frappone ad impedirgli la volata. In questo caso emette un verso caratteristico che suona pressappoco così: “Me so magnàto la gara…me so magnàto la gara…”. A conferma del suo valore, va considerato che arriva sempre “’n mezzo ai giovani”. Non deve essere mai contrariato, pena lo scatenarsi di reazioni inconsulte.

 

Cumpà sm, dal latino cum + panis, che mangia lo stesso pane o cum + pater, che affianca il padre. Amico, accolito, camerata, collaboratore, commensale, commilitone, collega, complice, condiscepolo, fratello, consorte, fautore, socio, sodale, seguace. Per il ciclista nettunese è chi si intrattiene con qualcuno o lo segue in qualche fatto o sim., quindi tutti i ciclisti del gruppo sono automaticamente, per loro stessa natura, “cumpà. Esiste anche la versione al femminile “cummà”, dal latino cum + mater, che affianca la madre, ma è dizione non usata, forse per penuria di materia prima.

 

Inchiodà vtr, verbo usato principalmente nella locuzione avè le cianche ‘nchiodate, a rappresentare una situazione che si manifesta dopo un troppo prolungato periodo di riposo, alla ripresa degli allenamenti. Sta ad intendere che le gambe non ne vogliono proprio sapere di fare il loro dovere, non girano. Ammàzza, ‘stamattina c’ho proprio le gambe ‘nchiodate”, te lo puoi pure scordare, oggi non tiro un metro.

 

Mezzabòtta sm, ciclista caratterizzato da irresistibile progressione, tale da portarlo rapidamente a velocità considerevole per lo spazio di 20 (venti) metri. Del mezzabòtta, che dopo i suoi venti metri rientra nel gruppo si dice “che ha ammosciato le ‘recchie. Esiste un sinonimo e cioè il termine “polletrone”.

 

Mozzicarécchie sm, di etimologia incerta, dicesi di ciclista volenteroso ma assolutamente non dotato sotto il profilo atletico. Il mozzicarécchie si profonde in ogni sforzo alla strenua ricerca dell’emulazione di compagni ben più dotati, cercando con ogni mezzo di rimanere all’interno del gruppo. Non è raro il caso che, dopo l’uscita collettiva, il soggetto debba passare a letto l’intero pomeriggio ed oltre, in preda alla tachicardia ed ai crampi. Si mimetizza generalmente fra i succhiaròte (vedi).

 

 

                                                                                              Lo Scozzese